ndrangheta, morti ammazzati e la signora contro gli eventi antimafia

di Lia Staropoli e Rosaria Altilia *

Ogni anno nell’anniversario della morte del Giudice Antonino Scopelliti, assassinato da cosa nostra e ‘ndrangheta a Campo Calabro il 9 Agosto del 1991, il movimento antimafia “Ammazzateci Tutti” insieme alla Fondazione “Antonino Scopelliti” ricordano la vita e la morte di un magistrato ucciso solo perché incorruttibile e giusto, ma soprattutto per troppo tempo dimenticato dai calabresi e dagli italiani. Lunga la lista degli ospiti nazionali ed internazionali che si sono susseguiti nel corso degli anni e che dal palco di “Legalitalia d’ Estate” in Piazza Duomo hanno catturato l’attenzione di cittadini e mass media. Magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine,vittime di mafia e giornalisti che non si sono mai arresi a minacce attentati e lutti, ma che hanno trovato la forza di continuare a contrastare ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra.
Testimonianze e lezioni preziosissime per una regione ad altissima densità mafiosa. Tantissime le persone che ringraziano gli organizzatori ogni giorno, per aver spezzato il silenzio originato dall’omertà e dalla paura che ha consentito alla ‘ndrangheta di crescere e di ampliarsi indisturbata.
Tra questi il Presidente della Repubblica, che riconosce la fondamentale importanza degli eventi organizzati da “Ammazzateci Tutti” e dalla Fondazione “Antonino Scopelliti” conferendo l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Presidente del Consiglio, il Presidente della Camera dei Deputati e del Senato, ma anche le istituzioni locali e tanta, tantissima gente comune e onesta che commossa viene da ogni parte della Calabria e dell’ Italia per ringraziarci e per sostenere Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato assassinato che dopo 19 anni non ha ancora ricevuto giustizia.
Un delitto rimasto impunito, un magistrato per troppo tempo dimenticato, che ha perso la vita per servire con onestà e rettitudine la giustizia. Perché talvolta quando c’è di mezzo la mafia, fare il proprio dovere può divenire anche una condanna a morte, se si rimane da soli.
Tuttavia nel corso dell’iniziativa antimafia, diveniamo nostro malgrado testimoni di una condotta agghiacciante, ad alcuni di noi organizzatori capita di ascoltare i commenti di due signore che passano, una chiede all’altra cosa si stesse organizzando in Piazza Duomo, e l’altra risponde seccata ad alta voce: “Le solite cazzate antimafia che organizzano ogni anno, ma perché non vanno a lavorare anziché dare fastidio alla gente che lavora”.
Queste affermazioni si interpretano da sole, ciò nonostante vogliamo cercare di capire che genere di fastidio possono creare degli eventi in memoria di un magistrato di Reggio Calabria proprio nella città in cui è stato ucciso dalla ‘ndrangheta.
E soprattutto a chi. Iniziamo precisando alla signora infastidita dai nostri costanti eventi antimafia, che per organizzare le stesse iniziative molti di noi sottraggono parecchio tempo al proprio lavoro e al proprio studio , inoltre chiediamo alla “gentile signora” di spiegarci in che modo le iniziative antimafia intralcerebbero “la gente che lavora”, anche perché noi siamo fermamente convinti che esortare i lavoratori onesti vittime di estorsioni a denunciare, prestare loro assistenza legale e psicologica completamente gratuita possa essere di aiuto, in una area geografica in cui un’altissima percentuale di imprenditori ed esercenti è costretta a pagare “la protezione”, “il pizzo” oppure “un contributo per l’assistenza ai carcerati” per mafia, senza contare tutte quelle famiglie di persone che lavorano onestamente strette nella morsa dell’usura, senza respiro e senza via d’uscita se non con una denuncia e con un supporto.
Vorremmo inoltre sapere dalla signora se le strade insanguinate dai morti ammazzati nella sua città dalla ‘ndrangheta le abbiano mai originato una qualche forma di fastidio, e se è mai stata in qualche modo disturbata dalle notizie di tante madri che hanno perso figli e di figli che hanno perso padri onesti e giusti a causa della mafia e di una mentalità deviata che ancora oggi l’alimenta e la supporta.
Ma soprattutto la signora deve spiegarci perché davanti alla parola antimafia aggiunge il termine “cazzate”.
Ci riesce difficile comprendere come mai la signora ritiene superfluo, superficiale ma soprattutto in un certo senso dannoso per “la gente che lavora”, ricordare il Giudice Antonino Scopelliti, che usando le parole della stessa figlia del magistrato durante la conferenza stampa, “è morto per servire lo Stato e tutti gli italiani”, e che quindi, purtroppo, ha dato la sua vita anche per persone come la signora.

* Lia Staropoli – Consiglio Direttivo Nazionale Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti”
* Rosaria Altilia – Coordinamento “Ammazzateci Tutti” Catanzaro

Grande risultato della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro

 


Altro grande  risultato della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, le operazioni che si susseguono contro la ‘ndrangheta sono un contributo fondamentale  per tutto il territorio italiano. Se questo è il risultato del lavoro di pochissimi uomini immaginiamo cosa potrebbe fare la D.I.A. se venisse messa nelle condizioni di operare in maniera più incisiva. Ci siamo fermati ai provvedimenti giuridici che la istituiscono ma le funzioni del gruppo investigativo devono essere necessariamente definite. La Direzione Investigativa Antimafia è nata per assicurare lo svolgimento e il coordinamento delle attività di investigazione preventiva attinenti alla criminalità organizzata,
nonché di effettuare indagini di polizia giudiziaria relative a delitti di
associazione mafiosa, la sola attività di aggressione agli ingenti patrimoni
illecitamente accumulati, sebbene risulta essere uno strumento repressivo
fondamentale, rischierebbe di non sfruttare tutte le potenzialità di un gruppo
investigativo interforze di eccellenza.

Lia Staropoli – Esecutivo Nazionale Movimento Antimafia “Ammazzateci
Tutti”

//

“Ammazzateci Tutti” insieme alle Forze dell’Ordine

Trovo decisamente allarmanti i disperati appelli dei
rappresentanti dei sindacati delle Forze dell’ Ordine. In ultimo il comunicato del SAP Vibo Valentia. Da giorni si susseguono richieste di aiuto, mancano uomini, mezzi e rifornimenti a tutti i Corpi di Polizia. Nelle nostre strade intrise del sangue degli omicidi di ‘ndrangheta ogni giorno, è sempre più difficile vedere delle pattuglie, costrette a vigilare su un territorio estremamente vasto ed eccessivamente difficile da controllare, a causa di una ‘ndrangheta che opera su tutti i livelli, con un esercito di uomini pronti a sparare sulle strade, ma con altrettanti affiliati insospettabili nelle stanze del potere da
stanare. Sono necessarie maggiori risorse da investire per supportare il lavoro di  Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Penitenziaria e Guardia di Finanza, uomini e donne che nonostante le gravi carenze sono riusciti sempre a dimostrare il proprio valore.

Lia Staropoli – Esecutivo Nazionale Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti”

SIAMO VICINI A DON NINO VATTIATA

Siamo profondamente delusi e amareggiati per quanto accaduto
a Don Nino Vattiata. Del vile gesto ai danni di Don Antonino Vattiata sono responsabili anche tutti i cittadini che non si indignano, che non denunciano,
che per mezzo dell’omertà e del consenso sociale, consegnano ogni giorno nelle
mani della ‘ndrangheta quelle  poche persone che hanno il coraggio di vivere secondo i principi della legalità e della Fede. E’ il momento di scegliere da che parte stare non solo con le parole  ma con i fatti. Ancora auto incendiate e strade insanguinate, nessuno è mai stato al sicuro a Vibo Valentia, confidiamo in una risposta concreta ed immediata da parte della società civile.

Lia Staropoli – Esecutivo Nazionale Movimento Antimafia
“Ammazzateci Tutti”-  Coordinatore provinciale Vibo Valentia-

Presentazione del libro -LA “SANTA” SETTA- alla Scuola di Polizia

Dr Salvatore Barillaro Comandante della Scuola di Polizia Vibo Valentia, Dr Lia Staropoli Esecutivo Nazionale “Ammazzateci Tutti” e Autore del Libro- LA “SANTA” SETTA-

Presso l’ Auditorium della Scuola Allievi Agenti della polizia di Stato di Vibo Valentia, il SAP, Sindacato Autonomo di Polizia Vibo Valentia, e IPA, International Police Association Calabria, in collaborazione con il movimento antimafia “Ammazzateci Tutti” e l’ associazione antimafia “Libera Vibo” hanno presentato il libro LA “SANTA” SETTA -Il potere della ‘ndrangheta sugli affiliati e il consenso sociale sul territorio- della celebre casa editrice LARUFFA. L’autrice del libro è Lia Staropoli dell’esecutivo
nazionale del movimento antimafia “Ammazzateci Tutti”. Il primo a prendere la parola è stato proprio Giuseppe Gaccione – Segretario Provinciale SAP Vibo Valentia,e promotore dell’evento, che ha sottolineato l’esigenza della cultura e della memoria, in un territorio dove la maggiore alleata della ‘ndrangheta è proprio l’ignoranza delle regole e degli strumenti per arginarla, strumenti efficaci come la denuncia e il ricordo di coloro che hanno dato la propria vita per conquistare la giustizia. L’avvocato Giovanna Fronte, moderatrice del convegno, da anni impegnata nell’antimafia nelle aule dei tribunali e all’interno dell’associazione antimafia Libera di Vibo Valentia, evidenzia la professionalità e la preparazione della dottoressa Lia Staropoli, che fa partedel team all’interno del proprio studio legale: <<Ho conosciuto la dottoressa Staropoli il 23 Maggio di qualche hanno fa, durante una commemorazione dell’anniversario della Morte di Giovanni Falcone e degli uomini della sua scorta, da allora non è nata solo una sinergia tra associazioni
antimafia sul territorio, ma anche una solida amicizia. L’orientamento
dell’associazione antimafia Libera sul territorio, in linea con il nazionale,
prevede un fitto programma di eventi volti a promuovere la legalità proprio
attraverso gli strumenti efficaci della cultura>>. Interviene anche il
Questore di Vibo Valentia Giuseppe Cucchiara che porta i suoi saluti
rappresentando le Forze di Polizia sul territorio, esprimendo la sua stima per
l’autrice del libro: << E’ il terzo evento al quale prendo parte insieme
alla dottoressa Lia Staropoli, ho invitato la dottoressa  in occasione dei festeggiamenti dell’anniversario della fondazione della Polizia di Stato, ed immediatamente è nata un’intesa. Ho molta ammirazione per la rappresentante del movimento antimafia, e sono convinto che proprio dai più giovani all’interno delle scuolesi deve iniziare per cambiare la cultura mafiosa >>.  Tra i relatori anche Rodolfo Ruperti, Capo della Squadra Mobile di Catanzaro, che ha condotto diverse operazioni contro le cosche più potenti della ‘ndrangheta, pone l’attenzione sulla centralità dei legami di sangue all’interno delle ‘ndrine , fattore che trova molto spazio nel libro LA “SANTA” SETTA, accuratamente descritto nel primo capitolo. Rodolfo Ruperti dopo aver sottolineato l’esigenza di smitizzare l’onnipotenza della ‘ndrangheta continua rilevando che : – I figli dei boss mafiosi divengono inevitabilmente a loro volta ‘ndranghetisti, ma con le debolezze e le paure di tutti gli esseri umani. Nel corso delle intercettazioni telefoniche e ambientali si desume chiaramente che gli uomini della ‘ndrangheta hanno molta paura di essere denunciati-.Magistrale la trattazione che fa dei gruppi distruttivi Antony J. Pinizzotto – Criminal Profiler già Capo dell’ Unità Scienze Comportamentali dell’FBI  di Quantico, Washington, che descrive i parametri che gli investigatori devono applicare per riuscire ad individuare i gruppi distruttivi, un’esposizione seguita con molta attenzione da una platea composta quasi esclusivamente da rappresentanti delle Forze dell’ Ordine. E’ Fabio Iacono Manno – Responsabile International Police Association della Calabria, ad introdurre Antony Pinizzotto e a presentare l’associazione internazionale di Polizia IPA, associazione che si propone di avvicinare fra loro gli appartenenti alle diverse Forze di Polizia, elevandone nel contempo il livello culturale e professionale attraverso manifestazioni di vario genere. Severa l’ ammonizione per gli ‘ndranghetisti che strumentalizzano la religione da parte di Don Nino Vattiata referente dell’associazione antimafia Libera Vibo che ribadisce, da uomo di chiesa la gravità e l’attualità del fenomeno.  Concetto pienamente condiviso nell’intervento di Mons. Fiorillo che, nel portare i saluti in qualità di presidente di Libera Vibo Valentia, ricorda quanto è falsa e vuota la religiosità all’interno della ‘ndrangheta. Approfondisce il fattore determinante del “consenso sociale” Aldo Pecora Presidente del movimento antimafia “Ammazzateci Tutti”. Che ha curato la prefazione del libro di Lia Staropoli evidenziando come il modus operandi della ‘ndrangheta si adatta e si perfeziona anche per mezzo della complicità del consenso sociale: — Se gruppi di natura criminale che inneggiano alla mafia o ai mafiosi sono approdati persino su facebook è colpa di chi presta consenso per mezzo della propria adesione anche sul web – Il direttore della casa editrice Domenico Laruffa specifica
che, nella scelta di dare un’ impostazione autorevole alle pubblicazioni della
propria casa editrice corrisponde perfettamente il libro LA “SANTA” SETTA,
risultato della competenza e della preparazione dell’autrice. Conclude il convegno Lia Saropoli autore del libro e componente dell’ Esecutivo Nazionale del movimento antimafia “Ammazzateci Tutti”: <<Non mi dispiace affatto che la stragrande maggioranza dei presenti indossi una divisa anzi ne sono onorata.  Il titolo LA “SANTA” SETTA evoca sia il livello di SANTISTA che sancisce la doppia appartenenza a ‘ndrangheta e massoneria deviata, il livello di santa rappresenta il passaggio degli ‘NDRANGHETISTI  che da pastori e braccianti agricoli divengono professionisti, e si servono di professionisti. Ma il “SANTA” nel titolo si riferisce anche alla strumentalizzazione da parte della ‘ndrangheta verso tutto ciò che è
sacro, santuari, sacramenti, manifestazioni religiose e persino santi.
L’immagine in copertina è san Michele Arcangelo intrisa di sangue, che ricorda
alcuni rituali di ‘ndrangheta, ma si tratta anche del protettore della Polizia di Stato, ed evoca quindi anche le divise insanguinate cadute per mano mafiosa. Il termine “SETTA” nel titolo, indica proprio un modus operandi tipico dei gruppi distruttivi, che ingabbiano la coscienza degli adepti prima attraverso la promessa di potere e ricchezza e poi attraverso la minaccia e la paura. Leggendo gli articoli di studiosi come il dott. Pinizzotto si desume quanto siano simili i sistemi di controllo che usano i gruppi
distruttivi nei confronti dei propri adepti con quelli che utilizza la ‘ndrangheta con i propri affiliati. Come anche le cerimonie di iniziazione e di passaggio che
hanno la funzione efficace di aumentare l’adesione psicologica al gruppo da
parte del neofita .A chi ritiene superati i rituali di ‘ndrangheta ricordo le recenti operazioni di Polizia. L’ultima, l’operazione MINOTAURO che vede ancora una volta cerimonie e giuramenti di sangue nelle intercettazioni ambientali delle forze dell’ordine. Come le operazioni “Crimine” E “Crimine 2”>>. Tra i presenti in sala anche alcuni magistrati della Procura di Vibo Valentia, il Senatore Antonino Murmura, il direttore della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato Salvatore Barillaro, il Capo di Gabinetto Livio Petralia, il Capo della Squadra Mobile di Vibo Valentia Maurizio Lento, e il Comandante della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Vibo Valentia. In prima fila il segretario regionale del Sindacato di Polizia Penitenziaria SAPPE Gaetano Bellucci e il segretario Provinciale Francesco Ciccone, Presente anche
il segretario provinciale del SAPAS Francesco Ventrice, al completo il direttivo dell’associazione di polizia IPA di tutte le province Calabresi. Grandi assenti i politici locali.

Da Sinistra Dr. Antony Pinizzotto Criminal Profiling gia Capo del Dipartimento Scienze Comportamentali FBI, Dr Fabio Iacono Manno IPA Calabria, Dr Lia Staropoli Esecutivo Nazionale “Ammazzateci Tutti” e Autore del Libro LA “SANTA” SETTA-, Dr Giuseppe Cucchiara Questore di Vibo Valentia.
Aldo Pecora Presidente Movimento Antimafia “Ammazzateci tutti”.
Da sinistra Dr Rodolfo Ruperti Capo della Squadra Mobile di Catanzaro, Avv. Giovanna Fronte Referente “Libera” Vibo Valentia, Dr. Antony Pinizzotto Criminal Profiling gia Capo del Dipartimento Scienze Comportamentali FBI.
- Foto Antonino Campisi-
Tratto da:

http://italiancrimes.wordpress.com/2011/06/17/presentazione-la-santa-setta/

Presentazione libro LA “SANTA” SETTA

 

Il 14 Giugno alle ore 16:00 Presso l’ Auditorium Scuola Allievi Agenti della
polizia di Stato di Vibo ValentiaIl SAP Sindacato Autonomo di Polizia Vibo Valentia e IPA International Police Association Calabria 

In Collaborazione con:

Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti” e Associazione Antimafia “Libera Vibo”

Presentano:

LA “SANTA” SETTA-Il potere della ‘ndrangheta sugli affiliati e il consenso
sociale sul territorio- Di Lia Staropoli, LARUFFA Editore.

Introduzione al Convegno:

Giuseppe Gaccione – Segretario Provinciale SAP Vibo Valentia

Saluti delle Autorità Militari, Civili e Religiose

Giuseppe Cucchiara – Questore di Vibo Valentia

Maria Luisa Latella – Prefetto di Vibo Valentia

Interventi:

Rodolfo Ruperti – Capo della Squadra Mobile Catanzaro

Aldo Pecora – Presidente del Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti”

Antony J. Pinizzotto – Criminal Profiler già Senior Scientist Unità Scienze
Comportamentali FBI  Quantico, Washington

Fabio Iacono Manno – Responsabile International Police Association IPA
Calabria

Lia Staropoli – Esecutivo Nazionale “Ammazzateci Tutti” Autore del libro – LA “SANTA” SETTA-

Modera il dibattito:

Giovanna Fronte – Referente Associazione Antimafia “Libera Vibo Valentia”

Ammazzateci Tutti con il Siap e Libera per TeleJato

A Vibo Valentia si chiude per ‘ndrangheta

DALLA GAZZETTA DEL SUD

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Vibo Valentia “chiuso per ‘ndrangheta”

I cittadini che denunciano atti intimidatori e minacce nella provincia di Vibo Valentia sono delle perle rarissime, e quindi devono essere supportati dalle istituzioni. Siamo profondamente dispiaciuti per quanto sta accadendo a Pietro Di Costa, titolare dell’Istituto di vigilanza “Sycurpol”, costretto a chiudere la sua attività dopo l’ennesima vessazione da parte della ‘ndrangheta. Questa è una grave emergenza che non deve essere ancora una volta sottovalutata. Gli imprenditori onesti in provincia di Vibo Valentia stanno soccombendo, e sono costretti ad arrendersi e a cessare la propria attività, come è accaduto recentemente anche  all’autosalone di Giuseppe Maccarone, dopo un ordigno, con quel che rimane di una saracinesca abbassata per sempre.

Lia Staropoli – Componente  Esecutivo Nazionale Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti.  Coordinatore “Ammazzateci Tutti Vibo Valentia”—

I ragazzi del movimento antimafia “Ammazzateci Tutti” a TeleJato

Pino Maniaci direttore dello studio televisivo antimafia TeleJato, non ha mai permesso a cosa nostra di interferire con la corretta informazione all’interno del suo telegiornale. Pestaggi, attentati, proiettili, automobili incendiate non hanno mai fermato Pino Maniaci e la sua famiglia. La figlia di Pino, Letizia Maniaci fin da giovanissima lavora a fianco del proprio padre , occupandosi con professionalità e competenza della regia, delle riprese e del montaggio dei servizi. Letizia insignita del premio Maria Grazia Cutuli come giovane giornalista emergente, è anche l’autrice del libro “Mai chiudere gli occhi” Edito da Rizzoli nel marzo 2009. Pagine che raccontano un impegno autentico e quotidiano contro la mafia con i pochi mezzi e strumenti a disposizione del giornale. Pino e Letizia Maniaci non sono soli, e parecchie persone impegnate nell’antimafia come magistrati, poliziotti e rappresentanti di associazioni, manifestano il proprio sostegno concreto partecipando alla conduzione del telegiornale insieme a Pino Maniaci, in questo modo il messaggio che passa insieme alle notizie del telegiornale di TeleJato è inequivocabile, l’azione di contrasto di TeleJato contro la mafia continua, anche dopo attentati alla vita del direttore Pino Maniaci, dopo vili atti intimidatori, e dopo ostruzionistiche denunce per una mancata iscrizione all’albo risolte con altrettante assoluzioni con formula piena. Ma il messaggio più importante che si desume, è che la coraggiosa redazione di Partinico non è sola. Il 29 Luglio una delegazione di “Ammazzateci tutti” visita la redazione di TeleJato, Ivan Centolanze, che oltre ad aderire al movimento antimafia fa parte del corpo di Polizia Penitenziaria e chi scrive, Lia Staropoli, componente del consiglio direttivo di “Ammazzateci Tutti”. La delegazione prende parte con entusiasmo alla conduzione dell’edizione del 29 Luglio del telegiornale antimafia di Partinico insieme a Pino e Letizia Maniaci. I ragazzi del movimento antimafia “Ammazzateci tutti” conoscono bene le difficoltà e il contesto denso di omertà in cui opera la redazione di TeleJato, una realtà che incute paura, ma in cui molti hanno il coraggio di scegliere di stare dalla parte giusta. I telegiornali locali hanno una grande responsabilità nell’area geografica in cui operano, entrano in casa della gente, usando immagini di luoghi e persone con cui i telespettatori hanno familiarità. Usando pertanto lo stesso linguaggio dei concittadini quotidianamente , producono un genere di informazione che non si limita a informare ma anche a “formare” la mentalità dei telespettatori. La diffusione di una corretta informazione in una zona ad altissima densità mafiosa contribuisce, senza dubbio, a modificare alcuni schemi comportamentali imposti da una diffusa mentalità criminale, incoraggia i cittadini a denunciare ogni forma di abuso da parte della mafia e spinge inoltre i politici locali, che in zone come queste subiscono maggiori pressioni dalla criminalità organizzata, ad una più trasparente e legale gestione dell’amministrazione locale, dal numero dei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose si desume quanto sia facile per la mafia infiltrarsi nelle amministrazioni locali. Sono necessari più giornalisti come i professionisti che si trovano alla redazione di TeleJato, che attraverso i loro microfoni chiedono chiarimenti ai sindaci e ai politici locali di ogni partito indagati per aver concesso favori alla mafia, anziché trasmettere inverosimili giustificazioni per discolparli agli occhi della gente. Sono indispensabili più telegiornali indipendenti che non “servono padroni”. Ovviamente nessuno mette in dubbio l’importanza della dettagliata descrizione di sagre paesane con tanto di inviati “sul campo”, ma talvolta devono prevalere argomenti meno frivoli per portare all’attenzione dell’opinione pubblica ben altre problematiche locali. Inoltre da quando la mafia si è resa conto che delegittimare qualcuno scomodo è più efficace che ucciderlo, e costa meno, molti sono i giornalisti disonesti che si trovano sul libro paga dei boss. Fortunatamente possiamo contare anche su giornalisti mossi da autentici sentimenti come onestà, giustizia e soprattutto verità, impegnati a contrastare efficacemente le più potenti organizzazioni criminali, semplicemente facendo il proprio dovere. Se cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra e sacra corona unita, si sono ampliate e infiltrate proprio a causa del consenso e del silenzio, la mancanza di questi due fattori potrebbe contribuire notevolmente ad invertire il processo. La storia del movimento antimafia “Ammazzateci Tutti” che nasce in Calabria si interseca spesso con la storia di Pino Maniaci, e negli archivi della redazione del telegiornale di TeleJato è facile trovare interviste e filmati che riguardano i ragazzi del movimento antimafia, come Rosanna Scopelliti, presidente della Fondazione “Antonino Scopelliti”, e componente del consiglio direttivo di “Ammazzateci Tutti”, che alle giornate della memoria per le vittime di mafia, a Napoli e a Milano racconta di suo padre il Giudice Antonino Scopelliti , assassinato da ‘ndrangheta e cosa nostra in Calabria. Scorrendo i filmati dell’archivio della redazione di TeleJato troviamo anche Aldo Pecora, fondatore e presidente di “Ammazzateci tutti”, che ricevendo il premio “Paolo Borsellino”, ai microfoni di TeleJato diviene inviato del telegiornale di Partinico in occasione dell’evento. Infine leggiamo il nome del movimento antimafia insieme a quello di TeleJato nel corso delle più recenti conferenze stampa al nord Italia, in cui tra gli altri, prendono parte Pino Maniaci, Lia Staropoli, Rosa Frammartino e Sandro Chiaravalloti per esporre insieme ai poliziotti del Siap, una serie di eventi antimafia che prevedono la presentazione di libri scritti da poliziotti che nella propria vita non hanno fatto altro che contrastare la mafia, come IMD autore di “Catturandi” e “100% Sbirro” e Gianni Palagonia autore di “Nelle mani di nessuno” e “Il silenzio”.

Lia Staropoli – Consiglio Direttivo Movimento Antimafia “AmmazzateciTutti” –

Pino Maniaci e Lia Staropoli
Letizia Maniaci e Ivan Centolanze
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