Amantea 24/10/09 Manifestazione Nazionale

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Ciccio Blaganò; Alessandro Pecora; Lia Staropoli; Pietro monterosso

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Ciccio Blaganò; Alessandro Pecora; Lia Staropoli; Pietro monterosso

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“Morte di un giudice solo” il delitto Scopelliti

Articolo del “Quotidiano della Calabria” del 18/102009

Nicotera: continua il progetto “città della legalità”

Presentato il libro del giornalista Prestifilippo

L’amministrazione comunale di Nicotera continua la sua battaglia per l’affermazione del principio di legalità sul territorio di riferimento, muovendosi nell’ambito del progetto “Città della legalità”.
Questa volta (nella cornice della biblioteca del Liceo– Itis), l’occasione di ritrovarsi a discutere di legalità è stata la presentazione del libro del giornalista e oggi responsabile delle pagine culturali della “Gazzetta del Sud”, Antonio Prestifilippo (tra l’altro amico personale del giudice Borsellino), intitolato “Morte di un giudice solo” e dedicato alla figura di uno dei più specchiati servitori dello stato e cioè il giudice calabrese Antonino Scopelliti, barbaramente assassinato dalla criminalità organizzata e alla cui memoria è stata costituita una fondazione oggi guidata dalla figlia Rosanna.
Ad aprire i lavori il sindaco Salvatore Reggio che ha sottolineato l’importanza di inculcare alle giovani generazioni il concetto di legalità anche mediante la conoscenza di eroi borghesi come Scopelliti al quale presto sarà intitolata una via della città, il presidente del consiglio provinciale Barillaro che ha portato i saluti del Presidente De Nisi e il consigliere regionale Brunello Censore che ha puntualizzato come inziative come queste, unite allo sforzo della politica di assicurare un sano sviluppo alla terra calabrese, costituiscono gli unici antidoti per immunizzarci dal contagio criminogeno.
E’ poi intervenuta Lia Staropoli, componente della direzione nazionale del movimento antimafia “Ammazzateci tutti” che in un appassionato intervento ha esortato i ragazzi a respingere, anche mediante il loro impegno civile diretto, i valori inculcati dalla controcultura mafiosa.
A seguire l’autore del libro, Prestifilippo, che ha evidenziato il contesto storico- politico in cui maturò la decisione di uccidere Scopelliti. In sostanza un favore che Cosa Nostra siciliana chiese alle ndrine calabresi in quanto Scopelliti si era rifiutato di “aggiustare” la sentenza del primo maxi processo alla mafia. Prestifilippo ha inoltre evidenziato la coltre di oblio immediatamente scesa sul caso Scopelliti appena pochi giorni dopo il suo omicidio e che a distanza di tanti anni impedisce ancora di conoscere i responsabili e i mandanti, ringraziando l’amministrazione comunale di Nicotera per avergli dato l’opportunità di far conoscere agli studenti la grande storia umana e professionale del “giudice solo”.
Sono poi intervenuti Mons. Giuseppe Fiorillo, dell’associazione antimafia “Libera” che ha anche lui posto l’accento sulla necessità che i giovani evitino di essere sedotti dalla controcultura criminale anche scagliandosi contro certi media che veicolano una immagine distorta della mafia, quasi banalizzandola e elevandola a fenomeno di costume anziché di malaffare, Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese e Donatella Bruni, segretario provinciale della CGIL che hanno rispettivamente posto l’accento sull’importanza del fare cultura e della tutela dei diritti per fare uscire la Calabria dal sottosviluppo e che ha sottolineato l’importanza.
A concludere il Preside Neri per il quale “la terra di Strati, di Repaci e di Alvaro ha tutte le potenzialità per sottrarsi alla pressione criminale”.

Giovanni Durante

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Il 24 Ottobre manifestazione nazionale

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www. ammazzatecitutti. org
IL 24 OTTOBRE TUTTI AD AMANTEA PER UNA CALABRIA PULITA DAI RIFIUTI PERICOLOSI!

Il movimento antimafia “Ammazzateci tutti”e il comitato civico “Natale De Grazia”, insieme a tutte le altre associazioni promotrici, vi aspettano ad Amantea alla grande manifestazione nazionale del 24 Ottobre per una Calabria pulita dai rifiuti pericolosi.

La nostra Calabria è stata avvelenata dalla ‘ndrangheta con tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi, celati nel nostro meraviglioso mare o sotterrati nelle nostre splendide terre.
Al largo di Cetraro è stata individuata una nave inabissata dalla ‘ndrangheta, carica di rifiuti dannosi . E secondo il pentito che, per mezzo delle sue dichiarazioni ne ha consentito il ritrovamento, molte altre sono “le navi a perdere” ancora da individuare e rimuovere al largo delle nostre coste, calabresi e italiane.

Troppi sono i siti, nel nostro territorio, in cui è stata accertata la presenza elevatissima di sostanze tossiche e radioattive come nella vallata del fiume Oliva ad Amantea.
Mentre a Crotone molte case, scuole e strade sono state costruite usando materiali densi di scorie tossiche e radioattive.

Forse è già in atto una catastrofe insanabile e la contaminazione così elevata del nostro ambiente ha già causato troppi decessi e origina gravi patologie tumorali.
La ‘ndrangheta insieme ai propri complici, continua a devastare i nostri paradisi incontaminati scaricando “bombe ad orologeria” ovunque.

Per questo motivo ci appelliamo a tutti voi, calabresi e italiani che rivendicano un ambiente sano:
Vi aspettiamo tutti ad Amantea (CS) sul lungomare dalle ore 09:00 per chiedere a tutte le istituzioni competenti di intervenire con estrema urgenza per l’immediata bonifica dei siti interessati dai rifiuti pericolosi.

Per informazioni e organizzazione:
tel  320 026 55 21
e-mail: mov.ammazzatecitutti@email.it

ECOMAFIE: Comunicato Comitato Civico “Natale De Grazia”

ALLA VALLATA DELL’INFERNO

Se non vi sarà una forte, compatta e combattiva mobilitazione delle intere popolazioni di Amantea, Campora S. G., S. Pietro in Amantea, Aiello Calabro, Serra d’Aiello, Cleto ed altri Comuni contermini, il vecchio copione si ripeterà. Se pensiamo che le petizioni e gli articoli sui giornali saranno sufficienti a far assumere alle competenti autorità regionali e nazionali tutti provvedimenti esecutivi necessari a scoprire le cause della radioattività presente nella vallata del fiume Oliva ed a realizzare la bonifica dei siti inquinati, vinceranno ancora i mafiosi e gli assassini delle nostre vite. Se ancora una volta ci faremo raggirare da chi vuole rimuovere o nascondere il problema per “non rovinare l’economia della zona” o per difendere il “buon nome del proprio Comune” la nostra rabbia non raggiungerà gli effetti sperati.
Se tutto ciò dovesse ripetersi, come fu già per la vicenda della Jolly Rosso, noi tutti abitanti di questo territorio dovremmo dire a noi stessi di essere stati degli ignavi “vissuti senza infamia e senza lode”, perché avremmo chiuso gli occhi dinanzi ad un pericolo reale, visibile, verificabile, che è l’inquinamento radioattivo, e non solo, del territorio su cui viviamo e che produce una mortalità per tumori che si aggira sul 70% del totale dei morti in un anno.
Questa volta la Procura di Paola guidata dal dott. Bruno Giordano si sta muovendo con solerzia e sembra voler fare tutto ciò che è necessario per arrivare alla verità; i primi risultati lo confermano.
Ma l’intelligenza investigativa di un ottimo magistrato non può sostituire la necessaria organizzazione di un ampio movimento di lotta delle popolazioni colpite che abbia come propri interlocutori la Regione Calabria e, principalmente, il governo nazionale chiamati a fornire agli inquirenti tutto l’aiuto richiesto intervenendo per le rispettive competenze e per i rispettivi impegni finanziari.
Anche oggi, come già in passato, il comitato civico “Natale De Grazia” si impegna attivamente e chiede alle popolazioni interessate, ma anche a tutte le associazioni, ai sindacati, ai gruppi sociali spontanei ed anche alle forze politiche, di non sottovalutare o rimuovere il problema.
Noi non dimentichiamo quanto abbiamo verificato direttamente quando ci siamo mobilitati sulla vicenda della Jolly Rosso.
Non dimentichiamo che il 29 novembre del 2004 il Consiglio regionale approvò all’unanimità una mozione che impegnava la Giunta:
1) ad assicurare alla Procura di Paola la disponibilità di risorse finanziarie ed umane necessarie alla ricerca ed al recupero del materiale contenuto in quella nave dei veleni e smaltito nelle discariche circostanti indicate come quella di Grassullo e di Foresta;
2) a reperire le risorse finanziarie necessarie alla bonifica dei siti inquinati attingendo ai fondi Por,
3) a costituire una unità regionale di raccordo tra gli enti locali, le popolazioni ed il comitato civico “Natale De Grazia…per la verità sulla Jolly Rosso”.

Non dimentichiamo che qualche giorno dopo l’assessore regionale all’ambiente Basile ed il presidente del Consiglio on. Fedele si impegnarono con alcuni componenti del Comitato ed alla presenza dell’on. Mario Pirillo, di porre al primo posto tra le discariche da bonificare quelle di Foresta e Grassullo dove si ipotizzava fosse finito il carico di quella nave. Ma la bonifica non venne mai fatta perché in quell’elenco le discariche in oggetto non vennero incluse e nessuno, neanche i
due consiglieri regionali eletti sul territorio, hanno mai dato spiegazione di quella gravissima omissione. Oggi però l’assessore regionale Silvestro Greco si colloca su posizioni ben diverse e sta supportando il lavoro svolto dal procuratore Bruno Giordano. È merito suo se proprio l’altro ieri la procura di Paola ha avuto i mezzi necessari per andare a scovare la nave che un pentito di ‘ndrangheta aveva affermato trovarsi affondata al largo di Cetraro.
Allora poco fece anche la Commissione parlamentare di indagine sul ciclo dei rifiuti che, sempre nel 2004, si recò a Cosenza per ascoltare magistrati, politici, rappresentanti dei cittadini organizzati (Comitato De Grazia).

Vogliamo ricordare che allora c’era la necessità di bonificare i siti dove erano stati trovati materiali tossici e che occorreva verificare se quello scavo prodotto nel greto del fiume Oliva durante le piogge del 1982-83, profondo circa 15 metri, che aveva addirittura sottopassato la briglia di difesa e che venne in breve tempo riempito dalla mano dell’uomo, fosse stato usato per sotterrarvi materali nocivi o magari scorie radioattive: ma la bonifica ed il carotaggio di quell’area non vennero mai
fatti, anche per mancanza di fondi.
Anche allora c’era il sospetto che qualche vecchia cava, tra cui quella oggi posta sotto sequestro dalla Procura di Paola, fosse stata riempita di sostanze tossiche poi seppellite sotto migliaia di metri cubi di pietrisco e terra.
Bisognava fare verifiche più puntuali sulle imprese di trasporto che avevano gestito lo smaltimento del carico della Jolly Rosso, sulle ditte chiamate ad intervenire dopo lo spiaggiamento e perché intorno a quella nave si costruì subito un cordone sanitario che impedì persino al responsabile ambiente della Asl di Amantea di salire a bordo per controllare il contenuto del carico .
Bisognava chiedersi, allora come oggi, se per caso l’indicazione della discarica di Foresta non fosse un diversivo per non far scavare sulla riva opposta del fiume e sulla intera collina che è oggetto delle odierne nuove indagini.
C’era da verificare se rifiuti nocivi fossero finiti anche nella vecchia “buca” aperta nel greto dell’Oliva nel lontano marzo del 1983 con la finalità di seppellirvi le immondizie del comune di Amantea ma mai usata grazie all’intervento dell’opposizione consiliare, della magistratura e del Genio civile.
Comunque bisogna tenere presente che i pur limitati rilievi effettuati in precedenza hanno portato alla luce la presenza di materiali altamente inquinanti e tossici.
Vogliamo ricordare tutto questo per ribadire che soltanto la mobilitazione delle popolazioni interessate e dei comitati di agitazione che ne esprimono la volontà d’azione potrà evitare che i fatti già accaduti si ripetano e che anche questa volta a noi resti il danno enorme causato alla nostra salute ed a quella delle generazioni future costretti a vivere su questa vallata dell’inferno in terra.
Crediamo che se tutto questo fosse accaduto in qualche comune del Nord o del centro Italia le popolazioni si sarebbero sollevate compatte imponendo interventi immediati e risolutivi. Quando, nel 1976, scoppiò il caso della Icmesa di Seveso il fatto divenne un caso nazionale ed internazionale grazie alla mobilitazione della gente e la bonifica del suolo venne fatta in tempi brevi.
La presenza del Cesio 137 in dosi 5 volte superiore alla media nella vallata del fiume Oliva non è meno pericolosa della diossina di Seveso che però si trova in Lombardia, non in Calabria. Sapremo questa volta impedire al governo centrale ed a quello regionale di essere ancora imbrogliati, magari facendoci convincere che si tratta soltanto di allarmismo ingiustificato e che le morti per tumori sono nella norma? L’esperienza dovrebbe impedirlo, così speriamo.

Amantea, 13/12/2009

Comitato Civico “Natale De Grazia”

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“Ammazzateci tutti”: siamo vicini agli uomini delle forze dell’ordine vittime di aggressioni e di atti intimidatori

All’apertura dei workshop di “Legalitalia”, l’evento in memoria del giudice Antonino Scopelliti, in piazza Duomo a Reggio di Calabria, i ragazzi del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”  hanno espresso la loro vicinanza agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine che <<scegliendo di vivere per servire gli altri e la legalità, stanno divenendo sempre più frequentemente vittime di feroci aggressioni e di gravi atti intimidatori>>.

Durante l’incontro formativo sono stati ricordati i carabinieri della provincia di Vibo Valentia che, nelle settimane che hanno preceduto il meeting sono stati oggetto di barbari pestaggi riportando gravi lesioni.

Due episodi distinti, uno a Nicotera Marina e l’altro a Limbadi, ma accomunati,  perché  commessi in luoghi  dove prevale l’omertà provocata dalla paura , e dove  purtroppo i carabinieri  << subiscono la cieca avversione per le divise da parte di pochi, ma anche l’indifferenza da parte di molti. Un’ ostilità generata dalla mentalità mafiosa, dalla quale, purtroppo, ha origine la reticenza a collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura anche da parte delle persone oneste>>Afferma Lia Staropoli .

A farne le spese oltre ai carabinieri sono stati ancora una volta i cittadini, la gente non intende più farsi rappresentare da una minoranza che impone loro il silenzio, e qualcuno non ha fatto mancare la propria solidarietà ai militari dell’Arma.

 

Al tavolo dei  relatori dei workshop,  presieduti da Massimo Brugnone e da Lia Staropoli,  sedevano Laura Nocilla del comitato “Addio Pizzo” di Palermo, Cristian Alicata Vicepresidente della commissione legalità del Forum Nazionale dei Giovani;  Emiliano Morrone, giornalista, Orfeo Notaristefano , giornalista, autore di “Cocaina Connection”.

 Gli ospiti hanno esposto i propri progetti nell’ambito editoriale e sociale per coadiuvare l’antimafia e l’affermazione della cultura della legalità,          << non possiamo delegare solo pochi uomini delle forze dell’ordine e della magistratura>> dichiara Laura Nocilla del comitato “Addio pizzo” e invita i cittadini ad affiancare le forze dell’ordine nel controllo del territorio, e a rendersi conto che la lotta per contrastare la criminalità organizzata deve essere un obbiettivo comune.

Un cambiamento che deve essere necessariamente supportato anche dai vertici delle istituzioni, che non devono far mancare alle forze dell’ordine le strutture adeguate, è impensabile che in una zona ad altissima densità mafiosa vi sia un numero così esiguo di militari dell’arma,  ma anche edifici e mezzi inadeguati per contrastare l’organizzazione criminale più pericolosa al mondo.

 I ragazzi del movimento antimafia concludono chiedendo alle istituzioni ma anche ai cittadini onesti di non abbandonare questi uomini, che come il giudice Scopelliti, con onestà e dedizione servono lo stato e la giustizia.

 

Workshop Legalitalia

Massimo Brugnone “Ammazzateci tutti”, Lia Staropoli, “Ammazzateci tutti”, Laura Nocilla , “Addio pizzo”

in basso, i giornalisti e scrittori Emiliano Morrone e Orfeo Notaristefano

 

Massimo Brugnone, Lia Staropoli, Laura Nocilla, Cristian Alicata

BERLUSCONI, GIUDICE SCOPELLITI PATRIMONIO DEL PAESE

 

ROMA – «Il giudice Antonino Scopelliti è entrato a far parte del patrimonio di civiltà di cui il nostro Paese è orgoglioso». È quanto scrive, in un telegramma trasmesso al movimento ‘Ammazzateci tuttì che ne ha reso noto il testo, il presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, in occasione del diciottesimo anniversario dall’uccisione dell’alto magistrato avvenuto in Calabria il 9 agosto 1991. «Il premier – riporta un comunicato del movimento – nel ricordare il sostituto Procuratore generale Scopelliti quale ’simbolo di una lotta sempre più determinata per l’affermazione della legalità e contro ogni forma di criminalità organizzata, ha inteso esprimere la propria «grata solidarieta» e «viva partecipazione» ai familiari della vittima ed agli organizzatori delle manifestazioni commemorative di oggi a Reggio Calabria». Il programma delle celebrazioni prevede una messa nella Cattedrale di Reggio Calabria alle 19 cui seguirà, alle 20.30, una tavola rotonda con esponenti istituzionali e giornalisti.

http://www.ammazzatecitutti.org/ultime/mafia-berlusconi-giudice-scopelliti-patrimonio-del-paese.php

Legalitalia 2009

 

 

Programma ufficiale Legalitàlia 2009

» DOMENICA 9 AGOSTO

ore 19.00 – Duomo
Santa Messa per il diciottesimo anniversario dall’uccisione del giudice Antonino Scopelliti, celebrata da DON LUIGI CIOTTI.

ore 20.15 – Piazza Duomo
Proiezione clip video “Dove eravamo rimasti… Legalitàlia 2008”

ore 20.30 – Apertura lavori.
Introduce ALDO PECORA, Portavoce “Ammazzateci Tutti” e promotore del meeting;
Proiezione clip video “Scopelliti, 18 anni dopo”
Talk show: “Il delitto Scopelliti e l’evoluzione della ‘Ndrangheta, la mafia più potente del mondo.”
- LAMBERTO SPOSINI, giornalista ed anchorman Rai Uno
dialoga con:
- PATRICK TRUHN, Console generale degli Stati Uniti d’America;
- AGAZIO LOIERO, Presidente Regione Calabria;
- GIUSEPPE SCOPELLITI, Sindaco di Reggio Calabria;
- SALVATORE BOEMI, già Coordinatore Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Commissario Stazione Unica degli Appalti Regione Calabria;
- NICOLA IZZO, Vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie – Polizia di Stato;
- ANTONIO PRESTIFILIPPO, Giornalista de “La Gazzetta del Sud”, autore di “Morte di un giudice solo – il delitto Scopelliti”;
- ROSANNA SCOPELLITI, Presidente Fondazione “Antonino Scopelliti”, figlia del magistrato;

Nel corso della Tavola rotonda saranno letti i saluti del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera dei Deputati e del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Ore 22.15 – Primo Premio “Antonino Scopelliti” – Cerimonia di Premiazione

Ore 22.30 – Concerto: Jazz con il “Vincenzo Mirabello Quartet”

» LUNEDÍ 10 AGOSTO

ore 16.00 – Tendone incontri
Workshop: “L’antimafia passa da Facebook?”
Tutors:
- PARIDE LEPORACE, Direttore “Il Quotidiano della Basilicata”;
- EMILIANO MORRONE, giornalista;
- ORFEO NOTARISTEFANO, giornalista, autore di “Cocaina Connection”.
Presiede:
- MASSIMO BRUGNONE, Ammazzateci Tutti Lombardia.

ore 17.30 – Tendone incontri
Workshop: “Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”
Tutors:
- LILIANA CARBONE, maestra elementare, madre di Massimiliano Carbone, giovane ucciso dalla ‘ndrangheta nel 2004;
- CRISTIAN ALICATA, Vicepresidente Commissione Legalità – Forum Nazionale dei Giovani;
- LAURA NOCILLA, Comitato “Addiopizzo” Palermo.
Presiede:
- LIA STAROPOLI, Ammazzateci Tutti Calabria.

Ore 19.00 – Piazza Duomo
Meet-café: “La Legalità, una lotta Comune”
Il giornalista CLAUDIO CORDOVA intervista:
- ANTONINO IANNAZZO, Sindaco di Corleone (PA);
- VITTORIO METE, ricercatore e saggista, esperto in sociologia dei movimenti;
- MICHELE TRIPODI, Assessore alla Difesa della Legalità della Provincia di Reggio Calabria.

ore 20.30 – Chiusura lavori.
Talk show: “L’Italia e le mafie viste dall’Estero”
L’inviata del Giornale Radio Rai 1 ENRICA MAJO dialoga con:
- AGNES GATTEGNO, giornalista Televisione nazionale Francia;
- UDO GÜMPEL, giornalista RTL Televisione nazionale Germania;
- JÜRGEN ROTH, criminologo di fama internazionale;

Nel corso della Tavola rotonda saranno trasmessi dei brani tratti dal Film documentario “Le mani sull’Europa” di Agnes Gattegno.

Ore 22.30 – Concerto: Pop lirico con il trio “Appassionante”.
Ospite d’eccezione: Verdiana canta Mia Martini.

Per ulteriori informazioni:
www.legalitalia.org
www.ammazzatecitutti.org

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5 per mille ad Ammazzateci Tutti

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Torna anche quest’anno il 5 per mille dell’Irpef al mondo del no-profit e del volontariato. E da quest’anno puoi devolverlo anche ad Ammazzateci Tutti.

Un modo in più per sostenere le nostre attività. Senza spese, basta indicare il codice fiscale 90018660804 e mettere una firma nello spazio riservato alle associazioni

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Il 5 per mille dell’imposta sul reddito dà la possibilità al singolo cittadino di scegliere di sostenere il mondo delle attività sociali senza fini di lucro (dal volontariato alla ricerca sociale).

È un meccanismo simile all’8 per mille ma non lo va a sostituire, infatti si può decidere di destinare entrambe le quote.

Non c’è nessuna imposta in più da pagare, basta solo esprimere il proprio diritto a destinare in maniera diretta il proprio 5 per mille alle associazioni non lucrative.

Scegliere Ammazzateci Tutti come organizzazione beneficiaria del vostro 5 per mille significa dare una grande possibilità alla nostra associazione per proseguire con sempre maggiore determinazione piccole e grandi battaglie di giustizia, i percorsi di educazione alla legalità, la lotta a tutte le mafie e per il sostegno ai familiari ed alle vittime della criminalità organizzata.

Un gesto simbolico a costo zero che si traduce in un aiuto concreto per un’associazione che fa della cittadinanza attiva la propria bandiera.

Per destinare ad Ammazzateci Tutti il tuo 5 per mille basta firmare nel riquadro dedicato alle associazioni e nello specifico in quello “sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni” e indicare il codice Fiscale di Ammazzateci Tutti (vedi fac-simile)

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Il codice fiscale di Ammazzateci Tutti è:

90018660804

Anche coloro che non sono tenuti a presentare il 730 o l’Unico 2009 Persone Fisiche possono destinare il 5 per mille delle proprie tasse ad Ammazzateci Tutti. Nel Cud 2009 che riceveranno dalla propria azienda è prevista, infatti, una scheda aggiuntiva per la scelta della destinazione del 5 per mille dell’Irpef. La scheda dovrà essere firmata nel riquadro che riguarda le associazione e nel rigo sottostante dovrà essere indicato il codice fiscale di Ammazzateci Tutti. Infine, dovrà essere firmata anche la dichiarazione posta in fondo alla stessa scheda.

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La scheda così compilata va presentata entro lo stesso termine della dichiarazione dei redditi:

in busta chiusa in banca o alle poste; la busta deve recare l’indicazione “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”, il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente;
al commercialista, al proprio CAF o a chiunque sia abilitato.

Grazie!
Movimento antimafie Ammazzateci tutti