26 Giugno 1983

Ancora adesso istituzioni e cittadini dello Stato Italiano non hanno preso coscenza del fatto che la mafia non è un fenomeno circoscritto ad alcune regioni, la ‘ndrangheta in particolare ha esteso il suo dominio incontrastato da tempo sia a livello nazionale che internazionale. La pericolosità di  questa organizzazione criminale, venne ancora una volta sottovalutata anche quando 25 anni fa inequivocabilmente si rivelava al nord con la spietata uccisione a Torino del procuratore capo Bruno Caccia, il 26 Giugno del 1983,condannato a morte dalla ‘ndrangheta perchè stava indagando sul “clan dei calabresi” che si spartivano i guadagni illeciti del capoluogo piemontese con gruppi di mafiosi catanesi.

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