ndrangheta, morti ammazzati e la signora contro gli eventi antimafia

di Lia Staropoli e Rosaria Altilia *

Ogni anno nell’anniversario della morte del Giudice Antonino Scopelliti, assassinato da cosa nostra e ‘ndrangheta a Campo Calabro il 9 Agosto del 1991, il movimento antimafia “Ammazzateci Tutti” insieme alla Fondazione “Antonino Scopelliti” ricordano la vita e la morte di un magistrato ucciso solo perché incorruttibile e giusto, ma soprattutto per troppo tempo dimenticato dai calabresi e dagli italiani. Lunga la lista degli ospiti nazionali ed internazionali che si sono susseguiti nel corso degli anni e che dal palco di “Legalitalia d’ Estate” in Piazza Duomo hanno catturato l’attenzione di cittadini e mass media. Magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine,vittime di mafia e giornalisti che non si sono mai arresi a minacce attentati e lutti, ma che hanno trovato la forza di continuare a contrastare ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra.
Testimonianze e lezioni preziosissime per una regione ad altissima densità mafiosa. Tantissime le persone che ringraziano gli organizzatori ogni giorno, per aver spezzato il silenzio originato dall’omertà e dalla paura che ha consentito alla ‘ndrangheta di crescere e di ampliarsi indisturbata.
Tra questi il Presidente della Repubblica, che riconosce la fondamentale importanza degli eventi organizzati da “Ammazzateci Tutti” e dalla Fondazione “Antonino Scopelliti” conferendo l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Presidente del Consiglio, il Presidente della Camera dei Deputati e del Senato, ma anche le istituzioni locali e tanta, tantissima gente comune e onesta che commossa viene da ogni parte della Calabria e dell’ Italia per ringraziarci e per sostenere Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato assassinato che dopo 19 anni non ha ancora ricevuto giustizia.
Un delitto rimasto impunito, un magistrato per troppo tempo dimenticato, che ha perso la vita per servire con onestà e rettitudine la giustizia. Perché talvolta quando c’è di mezzo la mafia, fare il proprio dovere può divenire anche una condanna a morte, se si rimane da soli.
Tuttavia nel corso dell’iniziativa antimafia, diveniamo nostro malgrado testimoni di una condotta agghiacciante, ad alcuni di noi organizzatori capita di ascoltare i commenti di due signore che passano, una chiede all’altra cosa si stesse organizzando in Piazza Duomo, e l’altra risponde seccata ad alta voce: “Le solite cazzate antimafia che organizzano ogni anno, ma perché non vanno a lavorare anziché dare fastidio alla gente che lavora”.
Queste affermazioni si interpretano da sole, ciò nonostante vogliamo cercare di capire che genere di fastidio possono creare degli eventi in memoria di un magistrato di Reggio Calabria proprio nella città in cui è stato ucciso dalla ‘ndrangheta.
E soprattutto a chi. Iniziamo precisando alla signora infastidita dai nostri costanti eventi antimafia, che per organizzare le stesse iniziative molti di noi sottraggono parecchio tempo al proprio lavoro e al proprio studio , inoltre chiediamo alla “gentile signora” di spiegarci in che modo le iniziative antimafia intralcerebbero “la gente che lavora”, anche perché noi siamo fermamente convinti che esortare i lavoratori onesti vittime di estorsioni a denunciare, prestare loro assistenza legale e psicologica completamente gratuita possa essere di aiuto, in una area geografica in cui un’altissima percentuale di imprenditori ed esercenti è costretta a pagare “la protezione”, “il pizzo” oppure “un contributo per l’assistenza ai carcerati” per mafia, senza contare tutte quelle famiglie di persone che lavorano onestamente strette nella morsa dell’usura, senza respiro e senza via d’uscita se non con una denuncia e con un supporto.
Vorremmo inoltre sapere dalla signora se le strade insanguinate dai morti ammazzati nella sua città dalla ‘ndrangheta le abbiano mai originato una qualche forma di fastidio, e se è mai stata in qualche modo disturbata dalle notizie di tante madri che hanno perso figli e di figli che hanno perso padri onesti e giusti a causa della mafia e di una mentalità deviata che ancora oggi l’alimenta e la supporta.
Ma soprattutto la signora deve spiegarci perché davanti alla parola antimafia aggiunge il termine “cazzate”.
Ci riesce difficile comprendere come mai la signora ritiene superfluo, superficiale ma soprattutto in un certo senso dannoso per “la gente che lavora”, ricordare il Giudice Antonino Scopelliti, che usando le parole della stessa figlia del magistrato durante la conferenza stampa, “è morto per servire lo Stato e tutti gli italiani”, e che quindi, purtroppo, ha dato la sua vita anche per persone come la signora.

* Lia Staropoli – Consiglio Direttivo Nazionale Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti”
* Rosaria Altilia – Coordinamento “Ammazzateci Tutti” Catanzaro

Presentazione II edizione Premio “Antonino Scopelliti” magistrato ucciso dalla mafia nel’91

Presentazione II edizione Premio “Antonino Scopelliti” magistrato ucciso dalla mafia nel’91

Presentazione II edizione Premio in memoria del magistrato ucciso dalla mafia ”Antonino Scopelliti”, quest’anno assegnato al Capo della Squadra Mobile di Reggio Calabria Renato Cortese.
Rosanna Scopelliti confida nella rilevanza mediatica nazionale degli eventi in memoria del padre affermando ”Mio padre è morto servendo lo Stato e tutti gli Ialiani”

Il 7 Agosto alle 10:30 a Palazzo San Giorgio, Sala dei Lampadari si è tenuta la presentazione della  II EDIZIONE PREMIO ANTONINO SCOPELLITI Per la Legalità, la Giustizia e l’Impegno civile, in occasione del XIX anniversario dall’uccisione del Giudice Antonino Scopelliti vittima della mafia e del dovere, organizzato dalla FONDAZIONE ANTONINO SCOPELLITI e dal – MOVIMENTO ANTIMAFIA AMMAZZATECI TUTTI.

L’incontro con i giornalisti inizia con i saluti di Livio Corica, Coordinatore del movimento antimafia “Ammazzateci Tutti” nella piana di Gioia Tauro. Interviene Lia Staropoli, componente del consiglio direttivo nazionale del movimento antimafia, che spiega come “Legalitalia” nel corso degli anni assume carattere nazionale e gli eventi si svolgono coinvolgendo studenti e istituzioni in tutte le regioni di Italia, e rende noto che durante questa edizione di Legalitalia d’estate, sarà RENATO CORTESE – Capo della Squadra Mobile di Reggio Calabria a Ricevere  il premio “Antonino Scopelliti”, continua spiegando che Cortese “di origini Calabresi, dal 2007, insieme ai suoi uomini arresta i principali boss della ‘ndrangheta tra cui  Giovanni Tegano,  Giuseppe De Stefano, Gioacchino Piromalli, Giovanni Strangio, Rocco Gallico e Achille Palmi, mentre nel 2006 in Sicilia, insieme ai suoi uomini dopo 8 anni di indagini, arresta il capo indiscusso di cosa nostra Bernardo Provenzano, e’ non è un caso la scelta di Renato Cortese che prima arresta Provenzano e poi i peggiori boss della ‘ndrangheta, in quanto noi sosteniamo la tesi che l’omicidio del Magistrato Antonino Scopelliti sia stato il prezzo da pagare a causa di un patto stabilito tra cosa nostra e ‘ndrangheta,  a questo proposito concludo comunicando, che in collaborazione con l’amministrazione comunale di Corleone  in provincia di Palermo stiamo programmando una serie di iniziative volte a mantenere vivo il ricordo del Giudice Antonino Scopelliti, Nel mese di Novembre inaugureremo una via intitolata alla memoria del magistrato nel Comune di Corleone ,  proprio dal luogo in cui sarebbe partito l’ordine di uccidere il Giudice Antonino Scopelliti”.  

Successivamente interviene Aldo Pecora Presidente del movimento antimafia “Ammazzateci tutti” che elenca gli appuntamenti previsti nel corso dell’evento “Con  l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio della: Regione Calabria, della Provincia di Reggio Calabria – Assessorato alla Legalità e della Città di Reggio Calabria. Nel primo appuntamento, previsto L’ 8 AGOSTO IN PIAZZA DUOMO ALLE ORE 21:00 “SCONFIGGERE LA ‘NDRANGHETA UNA RIVOLUZIONE CULTURALE”, MICHELE CUCUZZA – Giornalista e conduttore televisivo intervista ROSANNA SCOPELLITI – Presidente della fondazione “Antonino Scopelliti” e figlia del magistrato e NICOLA GRATTERI – Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria. Impegnato in prima linea contro la ‘Ndrangheta e vive sotto scorta dall’aprile del 1989. Mentre IL 9 Agosto alle 19:00 al Duomo DON CIOTTI celebra LA SANTA MESSA IN MEMORIA DI ANTONINO SCOPELLITI. Alle 20:30 In Piazza Duomo è prevista LA CONSEGNA DEL PREMIO “ANTONINO SCOPELLITI” A RENATO CORTESE –CAPO  DELLA SQUADRA MOBILE DI REGGIO CALABRIA, segue il Talk show:‘ndrangheta 2.0 dall’omicidio Scopelliti alla “Lombardia”. Nel corso del quale sono previsti I SALUTI di ALDO PECORA – Presidente e fondatore del movimento antimafia AMMAZZATECI TUTTI e di GIUSEPPE SCOPELLITI  – Presidente della Giunta Regionale della Calabria. Il dibattito sarà coordinato da CARMINE FOTIA – Vice direttore del t g LA 7 e INTERVERRANNO inoltre SALVATORE BOEMI – Commissario Stazione Unica Appaltante della Regione Calabria, RENATO CORTESE – Capo della squadra mobile di Reggio Calabria, FABIO GRANATA – Vice presidente della commissione parlamentare antimafia. ROSANNA SCOPELLITI – Presidente della Fondazione “Antonino Scopelliti”, OTTAVIO SFERLAZZA – Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria e MARINA VALENZISE – Giornalista de “IL FOGLIO”, saggista e scrittrice”.

Dopo Aldo Pecora, nel corso della conferenza stampa, prende la parola Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato ucciso il 9 Agosto del 1991, e Presidente della Fondazione “Antonino Scopelliti” , che ringrazia i giornalisti presenti e li esorta a dare maggiore rilevanza ad una Calabria che si rende protagonista di cambiamenti positivi, confidando nella partecipazione anche della stampa nazionale “perché mio padre è morto perché serviva lo Stato e tutti gli Italiani” conclude Rosanna Scopelliti.

La presentazione termina con la testimonianza di Ciccio Blaganò, Coordinatore del movimento antimafia “Ammazzateci tutti” a Lamezia Terme che motiva la tua scelta di aderire al movimento antimafia affermando che “ chi nasce in Calabria non può arrivare a sessanta anni rimproverandosi di non aver fatto nulla per questa nostra terra”.

Lia Staropoli – Consiglio Direttivo Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti”-

Intimidazione al sottufficiale, scattano i controlli

Da: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=72322&Edizione=11&A=20100520

Perquisizioni dopo l’attentato al maresciallo Pica e la solidarietà di Ammazzateci tutti

Proseguono le indagini per far luce sull’intimidazione compiuta ai danni del maresciallo Carmine Pica, comandante della Stazione dei carabinieri di Zungri. Lunedì sera, infatti, verso le 21, ignoti hanno sparato otto colpi di pistola calibro 7,65 contro l’autovettura del sottufficiale che è stata centrata, nella parte posteriore, da cinque pallottole. Al momento dell’attentato intimidatorio l’auto si trovava parcheggiata a Mesiano, frazione di Filandari, nei pressi dell’abitazione in cui il maresciallo Pica risiede. Un gesto gravissimo sul quale sono state avviate indagini e una serie di attività in tutto il comprensorio di Monteporo. Diverse, infatti, sono state le perquisizioni domiciliari effettuate dai militari della Compagnia di Tropea e del Comando provinciale, alcune delle quali andate avanti per diverse ore. E mentre gli investigatori cercano di far luce sul movente che ha innescato l’intimidazione – non si esclude possa essere legata all’attività svolta dal maresciallo Pica nel territorio di competenza – numerosi sono i messaggi di solidarietà e vicinanza al sottufficiale. Tra gli attestati quello del movimento “Ammazzateci tutti”, coordinato da Lia Staropoli, anche membro dell’esecutivo nazionale, che esprime vicinanza al maresciallo Carmine Pica «per il vile atto intimidatorio» subito. Ma non solo vicinanza e solidarietà da parte di “Ammazzateci tutti”. «È proprio in questi tristi episodi – sottolinea, infatti, Lia Staropoli – che ci sentiamo di fare due appelli. Il primo alle Istituzioni affinchè sostengano concretamente la forza pubblica fornendo loro i mezzi e le strutture adeguate per poter svolgere serenamente il proprio lavoro. Il secondo – prosegue la Starapoli – ai cittadini onesti chiedendo loro di affiancare gli uomini e le donne delle forze dell’ordine nel controllo del territorio, attraverso la propria collaborazione e il proprio sostegno quotidiano».(m.c.)

Fonte: gazzettadelsud.it

Nessuno tocchi Nello Ruello!

Nessuno tocchi Nello Ruello!

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Il costante coraggio di Nello Ruello squarcia un muro di omertà che soffoca il territorio vibonese da decenni. Noi del movimento antimafia “Ammazzateci Tutti”  siamo vicini al testimone di giustizia che con impegno e decisione  contrasta concretamente la ‘ndrangheta ogni giorno.  

La sua vita sotto scorta è in costante pericolo e il silenzio sull’esistenza di quest’ uomo arma la mano dei suoi assassini, il disinteresse sulla sua storia lo consegna alle cosche che lo hanno da tempo condannato a morte. E lo dimostrano frequenti atti intimidatori dal significato univoco! In ultimo gli inequivocabili segni lasciati sulla porta del suo studio.

Invitiamo tutti i calabresi onesti e le istituzioni a stare vicini a Nello Ruello  e agli uomini della sua scorta concretamente, e a sostenerne l’esempio e l’impegno al suo fianco.

Lia Staropoli – Coordinatrice prov.le Vibo Valentia – membro Esecutivo nazionale movimento antimafia “Ammazzateci Tutti”

Amantea 24/10/09 Manifestazione Nazionale

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Ciccio Blaganò; Alessandro Pecora; Lia Staropoli; Pietro monterosso

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Ciccio Blaganò; Alessandro Pecora; Lia Staropoli; Pietro monterosso

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“Morte di un giudice solo” il delitto Scopelliti

Articolo del “Quotidiano della Calabria” del 18/102009

Nicotera: continua il progetto “città della legalità”

Presentato il libro del giornalista Prestifilippo

L’amministrazione comunale di Nicotera continua la sua battaglia per l’affermazione del principio di legalità sul territorio di riferimento, muovendosi nell’ambito del progetto “Città della legalità”.
Questa volta (nella cornice della biblioteca del Liceo– Itis), l’occasione di ritrovarsi a discutere di legalità è stata la presentazione del libro del giornalista e oggi responsabile delle pagine culturali della “Gazzetta del Sud”, Antonio Prestifilippo (tra l’altro amico personale del giudice Borsellino), intitolato “Morte di un giudice solo” e dedicato alla figura di uno dei più specchiati servitori dello stato e cioè il giudice calabrese Antonino Scopelliti, barbaramente assassinato dalla criminalità organizzata e alla cui memoria è stata costituita una fondazione oggi guidata dalla figlia Rosanna.
Ad aprire i lavori il sindaco Salvatore Reggio che ha sottolineato l’importanza di inculcare alle giovani generazioni il concetto di legalità anche mediante la conoscenza di eroi borghesi come Scopelliti al quale presto sarà intitolata una via della città, il presidente del consiglio provinciale Barillaro che ha portato i saluti del Presidente De Nisi e il consigliere regionale Brunello Censore che ha puntualizzato come inziative come queste, unite allo sforzo della politica di assicurare un sano sviluppo alla terra calabrese, costituiscono gli unici antidoti per immunizzarci dal contagio criminogeno.
E’ poi intervenuta Lia Staropoli, componente della direzione nazionale del movimento antimafia “Ammazzateci tutti” che in un appassionato intervento ha esortato i ragazzi a respingere, anche mediante il loro impegno civile diretto, i valori inculcati dalla controcultura mafiosa.
A seguire l’autore del libro, Prestifilippo, che ha evidenziato il contesto storico- politico in cui maturò la decisione di uccidere Scopelliti. In sostanza un favore che Cosa Nostra siciliana chiese alle ndrine calabresi in quanto Scopelliti si era rifiutato di “aggiustare” la sentenza del primo maxi processo alla mafia. Prestifilippo ha inoltre evidenziato la coltre di oblio immediatamente scesa sul caso Scopelliti appena pochi giorni dopo il suo omicidio e che a distanza di tanti anni impedisce ancora di conoscere i responsabili e i mandanti, ringraziando l’amministrazione comunale di Nicotera per avergli dato l’opportunità di far conoscere agli studenti la grande storia umana e professionale del “giudice solo”.
Sono poi intervenuti Mons. Giuseppe Fiorillo, dell’associazione antimafia “Libera” che ha anche lui posto l’accento sulla necessità che i giovani evitino di essere sedotti dalla controcultura criminale anche scagliandosi contro certi media che veicolano una immagine distorta della mafia, quasi banalizzandola e elevandola a fenomeno di costume anziché di malaffare, Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese e Donatella Bruni, segretario provinciale della CGIL che hanno rispettivamente posto l’accento sull’importanza del fare cultura e della tutela dei diritti per fare uscire la Calabria dal sottosviluppo e che ha sottolineato l’importanza.
A concludere il Preside Neri per il quale “la terra di Strati, di Repaci e di Alvaro ha tutte le potenzialità per sottrarsi alla pressione criminale”.

Giovanni Durante

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Il 24 Ottobre manifestazione nazionale

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www. ammazzatecitutti. org
IL 24 OTTOBRE TUTTI AD AMANTEA PER UNA CALABRIA PULITA DAI RIFIUTI PERICOLOSI!

Il movimento antimafia “Ammazzateci tutti”e il comitato civico “Natale De Grazia”, insieme a tutte le altre associazioni promotrici, vi aspettano ad Amantea alla grande manifestazione nazionale del 24 Ottobre per una Calabria pulita dai rifiuti pericolosi.

La nostra Calabria è stata avvelenata dalla ‘ndrangheta con tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi, celati nel nostro meraviglioso mare o sotterrati nelle nostre splendide terre.
Al largo di Cetraro è stata individuata una nave inabissata dalla ‘ndrangheta, carica di rifiuti dannosi . E secondo il pentito che, per mezzo delle sue dichiarazioni ne ha consentito il ritrovamento, molte altre sono “le navi a perdere” ancora da individuare e rimuovere al largo delle nostre coste, calabresi e italiane.

Troppi sono i siti, nel nostro territorio, in cui è stata accertata la presenza elevatissima di sostanze tossiche e radioattive come nella vallata del fiume Oliva ad Amantea.
Mentre a Crotone molte case, scuole e strade sono state costruite usando materiali densi di scorie tossiche e radioattive.

Forse è già in atto una catastrofe insanabile e la contaminazione così elevata del nostro ambiente ha già causato troppi decessi e origina gravi patologie tumorali.
La ‘ndrangheta insieme ai propri complici, continua a devastare i nostri paradisi incontaminati scaricando “bombe ad orologeria” ovunque.

Per questo motivo ci appelliamo a tutti voi, calabresi e italiani che rivendicano un ambiente sano:
Vi aspettiamo tutti ad Amantea (CS) sul lungomare dalle ore 09:00 per chiedere a tutte le istituzioni competenti di intervenire con estrema urgenza per l’immediata bonifica dei siti interessati dai rifiuti pericolosi.

Per informazioni e organizzazione:
tel  320 026 55 21
e-mail: mov.ammazzatecitutti@email.it

ECOMAFIE: Comunicato Comitato Civico “Natale De Grazia”

ALLA VALLATA DELL’INFERNO

Se non vi sarà una forte, compatta e combattiva mobilitazione delle intere popolazioni di Amantea, Campora S. G., S. Pietro in Amantea, Aiello Calabro, Serra d’Aiello, Cleto ed altri Comuni contermini, il vecchio copione si ripeterà. Se pensiamo che le petizioni e gli articoli sui giornali saranno sufficienti a far assumere alle competenti autorità regionali e nazionali tutti provvedimenti esecutivi necessari a scoprire le cause della radioattività presente nella vallata del fiume Oliva ed a realizzare la bonifica dei siti inquinati, vinceranno ancora i mafiosi e gli assassini delle nostre vite. Se ancora una volta ci faremo raggirare da chi vuole rimuovere o nascondere il problema per “non rovinare l’economia della zona” o per difendere il “buon nome del proprio Comune” la nostra rabbia non raggiungerà gli effetti sperati.
Se tutto ciò dovesse ripetersi, come fu già per la vicenda della Jolly Rosso, noi tutti abitanti di questo territorio dovremmo dire a noi stessi di essere stati degli ignavi “vissuti senza infamia e senza lode”, perché avremmo chiuso gli occhi dinanzi ad un pericolo reale, visibile, verificabile, che è l’inquinamento radioattivo, e non solo, del territorio su cui viviamo e che produce una mortalità per tumori che si aggira sul 70% del totale dei morti in un anno.
Questa volta la Procura di Paola guidata dal dott. Bruno Giordano si sta muovendo con solerzia e sembra voler fare tutto ciò che è necessario per arrivare alla verità; i primi risultati lo confermano.
Ma l’intelligenza investigativa di un ottimo magistrato non può sostituire la necessaria organizzazione di un ampio movimento di lotta delle popolazioni colpite che abbia come propri interlocutori la Regione Calabria e, principalmente, il governo nazionale chiamati a fornire agli inquirenti tutto l’aiuto richiesto intervenendo per le rispettive competenze e per i rispettivi impegni finanziari.
Anche oggi, come già in passato, il comitato civico “Natale De Grazia” si impegna attivamente e chiede alle popolazioni interessate, ma anche a tutte le associazioni, ai sindacati, ai gruppi sociali spontanei ed anche alle forze politiche, di non sottovalutare o rimuovere il problema.
Noi non dimentichiamo quanto abbiamo verificato direttamente quando ci siamo mobilitati sulla vicenda della Jolly Rosso.
Non dimentichiamo che il 29 novembre del 2004 il Consiglio regionale approvò all’unanimità una mozione che impegnava la Giunta:
1) ad assicurare alla Procura di Paola la disponibilità di risorse finanziarie ed umane necessarie alla ricerca ed al recupero del materiale contenuto in quella nave dei veleni e smaltito nelle discariche circostanti indicate come quella di Grassullo e di Foresta;
2) a reperire le risorse finanziarie necessarie alla bonifica dei siti inquinati attingendo ai fondi Por,
3) a costituire una unità regionale di raccordo tra gli enti locali, le popolazioni ed il comitato civico “Natale De Grazia…per la verità sulla Jolly Rosso”.

Non dimentichiamo che qualche giorno dopo l’assessore regionale all’ambiente Basile ed il presidente del Consiglio on. Fedele si impegnarono con alcuni componenti del Comitato ed alla presenza dell’on. Mario Pirillo, di porre al primo posto tra le discariche da bonificare quelle di Foresta e Grassullo dove si ipotizzava fosse finito il carico di quella nave. Ma la bonifica non venne mai fatta perché in quell’elenco le discariche in oggetto non vennero incluse e nessuno, neanche i
due consiglieri regionali eletti sul territorio, hanno mai dato spiegazione di quella gravissima omissione. Oggi però l’assessore regionale Silvestro Greco si colloca su posizioni ben diverse e sta supportando il lavoro svolto dal procuratore Bruno Giordano. È merito suo se proprio l’altro ieri la procura di Paola ha avuto i mezzi necessari per andare a scovare la nave che un pentito di ‘ndrangheta aveva affermato trovarsi affondata al largo di Cetraro.
Allora poco fece anche la Commissione parlamentare di indagine sul ciclo dei rifiuti che, sempre nel 2004, si recò a Cosenza per ascoltare magistrati, politici, rappresentanti dei cittadini organizzati (Comitato De Grazia).

Vogliamo ricordare che allora c’era la necessità di bonificare i siti dove erano stati trovati materiali tossici e che occorreva verificare se quello scavo prodotto nel greto del fiume Oliva durante le piogge del 1982-83, profondo circa 15 metri, che aveva addirittura sottopassato la briglia di difesa e che venne in breve tempo riempito dalla mano dell’uomo, fosse stato usato per sotterrarvi materali nocivi o magari scorie radioattive: ma la bonifica ed il carotaggio di quell’area non vennero mai
fatti, anche per mancanza di fondi.
Anche allora c’era il sospetto che qualche vecchia cava, tra cui quella oggi posta sotto sequestro dalla Procura di Paola, fosse stata riempita di sostanze tossiche poi seppellite sotto migliaia di metri cubi di pietrisco e terra.
Bisognava fare verifiche più puntuali sulle imprese di trasporto che avevano gestito lo smaltimento del carico della Jolly Rosso, sulle ditte chiamate ad intervenire dopo lo spiaggiamento e perché intorno a quella nave si costruì subito un cordone sanitario che impedì persino al responsabile ambiente della Asl di Amantea di salire a bordo per controllare il contenuto del carico .
Bisognava chiedersi, allora come oggi, se per caso l’indicazione della discarica di Foresta non fosse un diversivo per non far scavare sulla riva opposta del fiume e sulla intera collina che è oggetto delle odierne nuove indagini.
C’era da verificare se rifiuti nocivi fossero finiti anche nella vecchia “buca” aperta nel greto dell’Oliva nel lontano marzo del 1983 con la finalità di seppellirvi le immondizie del comune di Amantea ma mai usata grazie all’intervento dell’opposizione consiliare, della magistratura e del Genio civile.
Comunque bisogna tenere presente che i pur limitati rilievi effettuati in precedenza hanno portato alla luce la presenza di materiali altamente inquinanti e tossici.
Vogliamo ricordare tutto questo per ribadire che soltanto la mobilitazione delle popolazioni interessate e dei comitati di agitazione che ne esprimono la volontà d’azione potrà evitare che i fatti già accaduti si ripetano e che anche questa volta a noi resti il danno enorme causato alla nostra salute ed a quella delle generazioni future costretti a vivere su questa vallata dell’inferno in terra.
Crediamo che se tutto questo fosse accaduto in qualche comune del Nord o del centro Italia le popolazioni si sarebbero sollevate compatte imponendo interventi immediati e risolutivi. Quando, nel 1976, scoppiò il caso della Icmesa di Seveso il fatto divenne un caso nazionale ed internazionale grazie alla mobilitazione della gente e la bonifica del suolo venne fatta in tempi brevi.
La presenza del Cesio 137 in dosi 5 volte superiore alla media nella vallata del fiume Oliva non è meno pericolosa della diossina di Seveso che però si trova in Lombardia, non in Calabria. Sapremo questa volta impedire al governo centrale ed a quello regionale di essere ancora imbrogliati, magari facendoci convincere che si tratta soltanto di allarmismo ingiustificato e che le morti per tumori sono nella norma? L’esperienza dovrebbe impedirlo, così speriamo.

Amantea, 13/12/2009

Comitato Civico “Natale De Grazia”

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“Ammazzateci tutti”: siamo vicini agli uomini delle forze dell’ordine vittime di aggressioni e di atti intimidatori

All’apertura dei workshop di “Legalitalia”, l’evento in memoria del giudice Antonino Scopelliti, in piazza Duomo a Reggio di Calabria, i ragazzi del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”  hanno espresso la loro vicinanza agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine che <<scegliendo di vivere per servire gli altri e la legalità, stanno divenendo sempre più frequentemente vittime di feroci aggressioni e di gravi atti intimidatori>>.

Durante l’incontro formativo sono stati ricordati i carabinieri della provincia di Vibo Valentia che, nelle settimane che hanno preceduto il meeting sono stati oggetto di barbari pestaggi riportando gravi lesioni.

Due episodi distinti, uno a Nicotera Marina e l’altro a Limbadi, ma accomunati,  perché  commessi in luoghi  dove prevale l’omertà provocata dalla paura , e dove  purtroppo i carabinieri  << subiscono la cieca avversione per le divise da parte di pochi, ma anche l’indifferenza da parte di molti. Un’ ostilità generata dalla mentalità mafiosa, dalla quale, purtroppo, ha origine la reticenza a collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura anche da parte delle persone oneste>>Afferma Lia Staropoli .

A farne le spese oltre ai carabinieri sono stati ancora una volta i cittadini, la gente non intende più farsi rappresentare da una minoranza che impone loro il silenzio, e qualcuno non ha fatto mancare la propria solidarietà ai militari dell’Arma.

 

Al tavolo dei  relatori dei workshop,  presieduti da Massimo Brugnone e da Lia Staropoli,  sedevano Laura Nocilla del comitato “Addio Pizzo” di Palermo, Cristian Alicata Vicepresidente della commissione legalità del Forum Nazionale dei Giovani;  Emiliano Morrone, giornalista, Orfeo Notaristefano , giornalista, autore di “Cocaina Connection”.

 Gli ospiti hanno esposto i propri progetti nell’ambito editoriale e sociale per coadiuvare l’antimafia e l’affermazione della cultura della legalità,          << non possiamo delegare solo pochi uomini delle forze dell’ordine e della magistratura>> dichiara Laura Nocilla del comitato “Addio pizzo” e invita i cittadini ad affiancare le forze dell’ordine nel controllo del territorio, e a rendersi conto che la lotta per contrastare la criminalità organizzata deve essere un obbiettivo comune.

Un cambiamento che deve essere necessariamente supportato anche dai vertici delle istituzioni, che non devono far mancare alle forze dell’ordine le strutture adeguate, è impensabile che in una zona ad altissima densità mafiosa vi sia un numero così esiguo di militari dell’arma,  ma anche edifici e mezzi inadeguati per contrastare l’organizzazione criminale più pericolosa al mondo.

 I ragazzi del movimento antimafia concludono chiedendo alle istituzioni ma anche ai cittadini onesti di non abbandonare questi uomini, che come il giudice Scopelliti, con onestà e dedizione servono lo stato e la giustizia.

 

Workshop Legalitalia

Massimo Brugnone “Ammazzateci tutti”, Lia Staropoli, “Ammazzateci tutti”, Laura Nocilla , “Addio pizzo”

in basso, i giornalisti e scrittori Emiliano Morrone e Orfeo Notaristefano

 

Massimo Brugnone, Lia Staropoli, Laura Nocilla, Cristian Alicata

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